Parco Archeologico delle Terme di Baia

Parco Archeologico delle Terme di Baia

Il versante della collina di Baia è occupato da strutture archeologiche disposte su terrazzamenti e denominate Terme di Baia.

Il complesso si presenta come una serie di residenze costituite da nuclei architettonici separati, organizzati su diversi livelli di terrazzamento e messi in comunicazione tramite rampe a gradoni.

L’intero complesso originariamente presentava pavimenti in marmo o a mosaico bianco e nero.

Il nucleo denominato della Sosandra occupa la parte centrale dell’intera area indagata.

Afrodite Sosandra seconda metà I sec. a.C.

La struttura si articola su quattro livelli: la parte destinata a residenza si sviluppa sui due livelli superiori, il più alto dei quali è occupato da ambienti di servizio, quello sottostante da triclini, sale da giorno ed un piccolo laconicum (locale per saune) decorato a stucco, che affacciavano sul golfo, preceduti da un portico a colonne, ed erano decorati con raffinati pavimenti a mosaico.

Dalla sala più grande di questo settore proviene la statua in marmo della c.d. Aspasia, nota come Afrodite Sosandra (copia romana di un originale greco), che da il nome al complesso.

I due livelli inferiori dell’edificio si articolano con un effetto scenografico e sono costituiti superiormente da un emiciclo ed inferiormente da un’area scoperta.

Natatio. Interno del Tempio di Mercurio.
Natatio. Interno del Tempio di Mercurio.

La restante parte è infine occupata da edifici termali frequentati fino ad epoca medioevale.

Il settore cosiddetto di Mercurio, prende il nome, da una natatio termale a pianta circolare con volta a cupola, chiamato ”Tempio di Mercurio“ dai primi viaggiatori.

Composto da due nuclei edilizi, il primo dei quali è in realtà poco conosciuto poiché gli ambienti sono interrati e sommersi fino all’imposta della volta o sono stati distrutti da costruzioni moderne.

Da uno di questi locali proviene la testa di Apollo dell’Omphalos, copia romana in marmo di un originale greco in bronzo.

Testa di Apollo dell'Omphalos.Probabilmente tutti questi edifici facevano parte del Palatium di Alessandro Severo, che forse si estendeva fino al mare.

Infine, il settore detto di Venere deve il nome ad eruditi del Settecento che definivano “Stanze di Venere” alcuni ambienti del livello inferiore del complesso, caratterizzati da raffinate decorazioni in stucco sulle volte.

Esso comprende tre nuclei edilizi di diversa epoca, posti su tre livelli differenti. Quello inferiore è alterato sul lato orientale dalla moderna via litoranea che ne ha isolato il c.d. Tempio di Venere, edificio termale a pianta circolare all’interno ed ottagonale all’esterno originariamente coperto da volta “a spicchi”.

Nell’area a monte di questo complesso furono rinvenute in momenti diversi due statue raffiguranti i Dioscuri.

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