Lago d’Averno

Lago d’Averno

Uno specchio di acque cupe che occupa un antico cratere dove gli antichi romani posero l’ingresso agli inferi.
In passato, infatti, si racconta che le acque esalassero acido carbonico e gas che non permettevano la vita agli uccelli: da qui il nome Avernus, dal greco Aornon, luogo senza uccelli.
In epoca romana sotto Agrippa, il lago fu trasformato in uno dei porti di Cuma, il porto Julius, in aggiunta all’altro preesistente che si trovava sul mare, ove è l’attuale lago di Lucrino.
Contemporaneamente alla creazione del nuovo porto, furono scavate altre due gallerie: la Grotta di Cocceio, collegava il porto Julius alla città bassa di Cuma e la cd grotta della Sibilla, scavata nella collina che separa il lago di Averno dal lago di Lucrino.
Il lago è una delle più importanti zone umide del territorio con una flora e fauna ricca di alcuni esemplari tipici della macchia mediterranea come lecci, salici bianchi, ginestre, pini marittimi, biacco, gabbiano corso, cormorano, martin pescatore, gabbiano reale e folaga.
Insieme all’osservazione anche ravvicinata delle specie naturalistiche, il lago offre anche la possibilità di visitare le antiche evidenze archeologiche del cosiddetto “Tempio di Apollo”, ambienti termali del II secolo d.C.

Traduci »